E finalmente tornò a perdersi nell’infinito

Ballava. Ballava spensierata, ballava all’infinito, ballava con se stessa. Era solo da guardare, come le opere d’arte che lasciano senza fiato, in uno stato di profonda meraviglia. Non era da toccare, ancor meno da fermare, era solo permesso osservare i suoi armoniosi movimenti, i suoi passi, la sinuosità. Ballava scalza, con una stoffa scura che le contornava i fianchi.  Il vestito si muoveva insieme a lei, mi perdevo tra le pieghe della gonna che cambiavano direzione in base ai suoi spostamenti, formando delle piccole onde nel tessuto. I suoi capelli erano così lunghi, bruni, lisci. Svolazzavano di qua e di là in piroette incantevoli. Era così spensierata, la mente completamente abbandonata alle note delle canzoni, il corpo si muoveva da solo come se all’improvviso fosse indipendente dalla mente, unicamente comandato dalla musica.
Ma lei non ballava per gli altri, lei non voleva mostrarsi, lei ballava egoista. In un momento tutto suo, non c’era nessun altro, solo lei con se stessa. Lei era l’idea, la perfezione, l’estasi, il famoso contatto con l’infinità. Non criticava, non giudicava, non conosceva la cattiveria. E io la guardavo e mi sentivo felice, quella giovane ragazza mi ha ricaricato le energie, la volontà, la vita. Allora  suonavo per lei, solo per lei. Per vedere quel piccolo angelo ballare e ballare e ballare. Tutti dovevano vederla, tutti dovevano sentirsi bene. Pochi però furono in grado di percepire tutto ciò che ho descritto.
A volte la mente umana si blocca su cose cosi infime e materiali, non riesce a vedere di più. Troppi ritengono che sia strano e stupido abbandonarsi alla spiritualità anche solo per un attimo: Come possono credere di poter essere felici così?

Poi all’improvviso successe. All’improvviso fu come se avesse sentito i miei pensieri, non mi meravigliarei di più se scoprissi di aver ragione. Mi ha capito e mi ha guardato, dritto negli occhi. Questione di secondi ed é tornata in questo mondo e ho capito che il mondo non era il suo posto. Non ho mai visto degli occhi così grandi, cosi potenti, cosi.. Eppure c’era qualcosa. Ha sofferto, soffriva. Voleva tornare al più presto nel suo oceano musicale sconfinato, ha così paura degli uomini, delle persone.
Ho desiderato ardentemente tornasse di nuovo felice e con mio grande conforto staccò gli occhi dai miei e finalmente tornò a perdersi nell’infinito.

– A.

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